Day Care
Non è un asilo, ed è la prima cosa da chiarire
Un asilo il cane lo tiene, mentre tu lavori. Da noi, in quelle stesse ore, il cane lavora.
Stancare le gambe è facile, e dura poco. Un cane che ha lavorato con la testa arriva a fine giornata sazio. Per questo non contiamo i chilometri fatti: guardiamo com'è quando torna da te.
La prima cosa non è il gruppo: è la fiducia
Quando un cane arriva da noi, la prima cosa che deve succedere non è che giochi con gli altri. È che conosca noi e si fidi di noi. Finché quel rapporto non c'è, tutto il resto non ha basi: un cane che non si fida non impara, si limita a resistere.
È la ragione per cui non buttiamo un cane nuovo in mezzo agli altri il primo giorno. Non è prudenza eccessiva: è l'ordine giusto delle cose.
Quando entra nel gruppo lo decide lui. Non c'è un numero di giorni fisso da darti. Nel frattempo non aspetta in disparte: sta già lavorando, e quella è la parte che conta. Il segnale che aspettiamo è uno solo, e si riconosce bene: davanti a una cosa nuova ci cerca, invece di cavarsela per conto suo. A volte succede in due giornate, a volte servono settimane. Anticipare quel passaggio è il modo più rapido per doverlo rifare da capo.
Se il tuo cane è timido, si comincia da lontano
Non lo buttiamo in mezzo sperando che si sciolga. Si parte da una distanza in cui può guardare gli altri senza doverli incontrare, e ci si avvicina quando è lui a chiederlo.
Il primo avvicinamento vero è quasi sempre con un compagno solo, scelto perché pacato e per niente invadente: mai col gruppo intero. E se alla fine preferisce le persone ai suoi simili, va bene così. Non è un difetto da raddrizzare.

Programmi individuali, costruiti su quel cane
All'inizio ogni cane ha un programma di attività suo, bilanciato e pensato per lui: quanto lavoro, quanta calma, quali stimoli e in che dose. Non esiste la giornata standard, perché non esistono due cani che hanno bisogno della stessa giornata.
La socializzazione la facciamo, ma viene dopo, e solo quando ci sono le condizioni. Se non ci sono, si continua col programma individuale — senza forzature e senza fretta. Un incontro affrettato per far vedere che il cane "socializza" produce solo una brutta esperienza che poi il cane si porta dietro per mesi.
Anche il riposo è una cosa seria
Ognuno ha il suo spazio. Il riposo non è il tempo morto tra due attività: è la parte che rende utile tutto il resto, e un cane che non riesce a staccare torna a casa più carico di quando è partito.
Pochi cani, ben gestiti. È una scelta e ha un costo: diciamo di no più spesso di quanto vorremmo. Ma è l'unico modo perché quello che abbiamo scritto qui sopra sia vero e non uno slogan.

Cosa ti raccontiamo alla fine
Non "tutto bene". Ti diciamo com'è andata davvero: cosa ha mangiato, come ha riposato, cosa lo ha messo in difficoltà, a che punto è il rapporto con noi. Sono le informazioni che ti servono per capire il tuo cane anche nelle ore in cui non è con noi.
Te lo diciamo di persona quando vieni a prenderlo, non con due righe scritte: certe cose si capiscono solo facendotele vedere. E quello che ti interessa davvero non è il resoconto, è cosa te ne fai stasera e domani: quale richiesta ha retto, cosa gli è pesato, dove conviene che tu faccia come abbiamo fatto qui.
Se poi c'è qualcosa che non ci convince lo diciamo lo stesso, anche quando non è la parte comoda da sentire.
Se preferisci che resti nei suoi odori e nelle sue abitudini, esiste anche il dog sitter a domicilio.
Porto i miei 2 pitbull da quando avevano 6 mesi, ora 3 anni e mezzo, e appena dico la parola asilo sono già davanti alla porta pronti per andarci: segno che ci vanno molto volentieri.
Enrico GelardiIl cane è in ottime mani quando non ci siamo! Ragazzi preparati, gentilissimi, molto pazienti e dispensatori di preziosi consigli per la giusta relazione con il nostro amico a quattro zampe.
Cici DaniLe hanno scritte i clienti, una per una, sulla nostra scheda Google. Leggile tutte.
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La prima volta si resta poche ore, per vedere come si trova. Chiamaci e ne parliamo.