Retriever Game
Cos’è il Retriever Game
Il Retriever Game riprende il lavoro per cui i cani da riporto sono stati selezionati: trovare qualcosa, prenderlo con delicatezza e riportarlo intatto. Si lavora su percorsi, memoria, ricerca e riporto, in campo aperto e in acqua.
È la versione sportiva di un istinto che quei cani hanno addosso.
Se non trova sfogo, se lo trova da solo.
Il Retriever Game è un’attività di A.S.D. ScodinzolHouse, la nostra associazione sportiva: educazione, Dog Care e servizi a domicilio sono invece di ScodinzolHouse S.R.L.
Non c’entra la caccia, e non c’entra di striscio
Il cane riporta sagome di tela fatte apposta, adatte alla sua bocca: non c’è niente di vivo e non c’è niente da colpire.
Quello che si allena è la testa: ricordarsi dove è caduto un oggetto che non si vede più, aspettare il proprio turno mentre gli altri lavorano, andare a cercare dove gli dici tu e non dove gli pare. Chi arriva pensando al lancio della pallina di solito si stupisce di quanto tempo il cane passi fermo.
È aperto a tutti i cani, anche ai meticci
Il lavoro di naso e di riporto piace a molti cani che non appartengono a quelle razze, e per alcuni è il modo migliore di stancarsi davvero.

Perché fa bene proprio a quei cani
Un Labrador o un Golden che vive in appartamento senza mai usare il naso e la bocca per quello che sa fare diventa spesso un cane che raccoglie tutto da terra, che ruba oggetti, che cerca attenzione in modi scomodi. Dargli il lavoro giusto fa sparire da solo molto di quello che sembrava un problema di educazione.
Funziona così. Lo sport non gli toglie l’abitudine di raccogliere: gli dà un momento in cui prendere in bocca è la cosa giusta da fare, e soprattutto gli insegna a consegnare invece di scappare col bottino. È la parte che torna utile in casa: quando afferra qualcosa che non deve, non parte l’inseguimento — e senza inseguimento metà del gioco gli passa.
Su quello che raccoglie da terra si lavora comunque a parte, ed è lavoro di educazione, non di sport: le due cose vanno insieme.
Come si lavora
Si va per gradi, e l’ordine non cambia mai.
- La presa. Prendere in bocca senza stringere e senza masticare.
- La consegna. Portare l’oggetto fino alla mano e mollarlo intatto.
- La distanza e la ricerca. Solo quando i primi due reggono si allunga il percorso e si complica il nascondiglio.
L’acqua non è un passaggio obbligato. Se il tuo cane ne ha paura si può fare tutto il resto senza entrare mai, e nessuno lo spinge dentro. Quando invece si prova, non si comincia dall’acqua ma dalla riva, col cane libero di fermarsi dove vuole: di solito ci arriva da solo, dietro a un compagno che entra, e non perché gliel’abbiamo chiesto. Se non ci arriva, il lavoro resta pieno lo stesso — in campo aperto c’è più roba da fare che in acqua.
Gli altri sport cinofili che seguiamo.
Se il naso non è la sua cosa, si guarda altrove: l’Hoopers per un cane che non deve saltare, il Disc Dog per uno che corre e prende al volo, l’Obedience per chi cerca la precisione.
Domande frequenti
Quanto costa?
Il lavoro di riporto si costruisce per gradi, e il numero di incontri dipende da due cose che si vedono subito: quanto il cane riporta già da solo e quanto sta volentieri in acqua. Chi parte con tutte e due impiega poco; chi ne ha una sola ci mette qualche incontro in più. Il resto è se lavori nel gruppo o da solo.
Da che età si può cominciare?
Da cucciolo, e il primo lavoro è il più noioso di tutti: la bocca. Tenere senza stringere, e lasciare andare appena glielo chiedi. Sono i due gesti su cui poggia tutto il resto, e si insegnano meglio a tre mesi che a tre anni, quando tenersi le cose è già diventato un modo di fare. Le distanze lunghe e l’acqua arrivano dopo, a crescita finita.
Abbiamo conosciuto questa realtà grazie alla veterinaria e al seguito delle lezioni possiamo ritenerci soddisfatti a dir poco!
Alessio SimonettoEsperienza ottima. Professionisti, pieni di Amore per il loro lavoro…
Paolo BertoldoProva il Retriever Game
Aperto a tutti i cani, meticci compresi. Chiamaci e vieni a vedere una lezione.